settembre, 2009

26 set 09

Donne, guardatelo

(possibilmente anche uomini – sempre che ne esistano ancora in grado di mantenere acceso il cervello in presenza dell’ennesimo paio di tette)

www.ilcorpodelledonne.net

Scendere in piazza, bisognerebbe.
Incazzarsi, vergognarsi.
Che schifo.

25 set 09

Un po’ come i marinai, io credo

Ho notato che in questo periodo dell’anno, quando all’imbrunire mi metto affacciata alla finestra a fumare la sigaretta dell’imbrunire, c’è Venere, la prima stella della sera, che ce l’ho lì, mi si accende proprio in fronte.

Allora poco fa ero alla finestra, con intorno questa serata che reclamava qualcosa di violento, qualcosa tipo quelle cose che ti lasciano a terra che per un po’ non ti puoi rialzare, che sembra che debba esplodere tutto da un momento all’altro, odio o amore non importa, e io invece quel qualcosa adesso mi manca tantissimo, ma sulle prime pensavo soltanto Va’ però che bella questa cosa di averci Venere in fronte in questo periodo dell’anno durante la sigaretta dell’imbrunire.

L’ho guardata per un po’, ho pensato che io senza quel qualcosa però proprio non ci so stare, senza quel “troppo”, è inutile riprovarci ogni volta, vedere se funziona, forzarmi nei ranghi, nella normalità. La quiete, il tiepido sentire, io dopo un po’ mi sembra di affogarci dentro. Una maledizione come tante, non fosse che è la mia. Un modo sconvenientissimo di stare al mondo, ma l’unico che conosco, in fondo, che mi sembra valere la pena.

L’ho guardata, Venere, dato che ce l’avevo proprio in fronte, e mentre la guardavo pensavo che io è arrivato quel momento che temevo, che mi ci sento affogare. Continua →

20 set 09

Sunny Sunday Spiderweb

Tutto uno scampanìo di campane in lontananza, e dalla nebbia vien su il crepitìo di un fuoco poco distante, tra i filari della vigna.
Gli omini che lo tengono a bada parlano ma non si capisce, è solo suono di voce di omini che non vuol dire niente, lontano.
Se ascolto sento gli alberi scricchiolare e stirarsi al sole, ché c’han su miliardi di goccioline pesantissime da far evaporare.
Giù dalla cucina sale le scale un profumo di zucchero caldo e succo d’uva cotto, e rumore di domenica.

E intanto il mio cane abbaia, rincorre nell’aria le campane, che chissà cosa gli han fatto, a lui, le campane.

Sunny Sunday Spiderweb

Certe volte la mia vita di domenica mattina sembra di esser dentro una poesia di Pascoli.

(Eppure.)

13 set 09

Invito all’ascolto delle 01:15

Che poi io ogni tanto mi capita di pensare che se credessi in dio delle volte mi verrebbe da dirgli, a dio, Caro Dio, già che mi se n’è presentata l’occasione ti volevo ringraziare che hai fatto tutte queste piacevoli cose tipo alberi animali fiumiciattoli stelle nuvole e sofficini doppio ripieno, ma soprattutto, caro dio, volevo dirti che menomale che hai inventato anche Mark Knopfler e gli hai messo una chitarra in braccio e una voce sconvolgente in gola e gli hai detto ‘Desso suona e canta, Mark, e lui, oh, ha suonato e cantato.

Ora per l’appunto non credendo in dio io mi trovo un po’ in una situazione che non so chi ringraziare per questa cosa del Mark Knopfler che io non lo so, una voce così, cosa si può dire di una voce così che ti vien da ringraziare che ci sia, al mondo, e pensi che se non c’era si stava peggio di sicuro. Io almeno stavo peggio, senza meno.
Allora niente. Menomale che c’è.

Loop della nottata: The Trawlerman’s songRomeo and JulietBrothers In ArmsMoney for nothingWhat it isBoom, like thatTunnel of loveThe Ragpicker’s dream (nonostante ce ne sia una tra queste che mi strappa il cuore me lo spreme per 6:05 minuti come fosse uno di quegli aggeggini antistress poi gli dà anche una pesticciatina di comporto e infine me lo rificca dentro tutto ammaccato derelitto sconsolato – ma insomma, l’importante è che lo rinfili).

(e se non le conoscete, conoscetele – come dicono i ggiovani)

Bon, torno alla mia insonnia incipiente.

11 set 09

Bellissimo

No, niente, volevo solo dire che prima siccome oggi inizio a sentirmi un po’ meglio ero fuori in giardino a far la posizione dell’albero – che è una posizione yoga di quelle facili, per chi non lo sa – e allora ero lì a fare l’albero a occhi chiusi, è arrivata una tartaruga mi ha morso un piede mi voleva mangiare, mi ha fatto una paura, è stato bellissimo.

Bellissimo.

la posizione dell’albero, dovete sapere, mi piace un sacco è una delle mie preferite che mi fa sentire d’un bene, e per curiosità è questa qui sotto, vi metto una foto esplicativa (è un po’ piccina ma meglio così, perché la signorina c’aveva una faccia brutta che rovinava tutta l’armonia, che già con quella tutina acrilica rossa fosforescente la rovina già abbastanza, non vorrei dire):

posizioneAlbero_Yoga

10 set 09

Tanto settembre

La novità di questi giorni è che qui è arrivato settembre.
Non so da voi. Qui sì, tanto settembre.

Allora le cicale han smesso di cantare tutte insieme, il mio cane ha ricominciato a sonnecchiare in giardino, al sole, e intorno a casa si sente già profumo di vendemmia: ci son gli omini che si urlano le cose da una parte all’altra della vigna, e i grappoli neri, pesanti, con gli acini fitti fitti che a toccarli ti fan tutto un brividino leggero al palmo della mano.

Io mi sono anche già ammalata – segno inequivocabile che è proprio settembre, perché io di solito mi ammalo a settembre e mi disammalo a giugno-luglio, tutta una tirata faccio, eh – e sono ancora tutta frastornata e raggomitolata in una convalescenza fatta di vento e sonno e foglie che svolazzano e movimenti lentissimi perché sennò mi tornan subito il malditesta e la nausea e litri di camomilla e ore sospese nel nulla e questa debolezza dolce, ma così dolce.

E’ arrivato settembre, di sicuro, perché pian pianino mi stan tornando tutte le mie tipiche voglie settembrine: di farina di castagne, di mare, di treno, di abbracci. Di quadri, di bagni tiepidi con la finestra aperta, di città che non sono la mia, di vaniglia e spezie da mangiare e da avvolgermici dentro, anche.

Ma in questo settembre c’è anche una disillusione che è una piccola, educata catastrofe; c’è una rabbia sottile, un sottile distacco. C’è una nostalgia di cose che non sono mai state, che neanche saranno. E in qualche modo io mi dovrò ben difendere, da questo brutto vizio dell’immaginazione. Continua →

07 set 09

Niente, volevo solo spezzare una lancia in favore della categoria degli “ex”, che non capita spesso

Oggi mi ha chiamato un mio ex – un ex “storico” che mi ha sopportato per la bellezza di 7 anni e questo fa di lui un martire da non nominare invano – , e insomma con questo ex ci sentiamo spesso, perché è l’unico con cui io sia rimasta in “buoni rapporti”, allora oggi mi chiama e mi fa:

Sai che giorno è oggi?, mi fa.
No, che giorno è?, faccio io.

(con tono solenne)
Oggi se non ci fossimo lasciati sarebbero 16 anni che stiamo insieme.

Ecco, io sentirmi dire questa cosa da uno con cui son dieci anni che non stiamo più insieme, mi è sembrata una roba talmente assurda e buffa e scema – proprio scema – , che mi ha fatto morire dal ridere.

Questo per dire che gli ex – quando non son degli stronzi che potendo li metteresti sotto con la macchina e la lancia gliela spezzeresti più volentieri in fronte che in favore – di tanto in tanto son gente anche simpatica, bisogna dire.

PS: che poi questo qui è lo stesso ex che un giorno eravamo fuori insieme, mi raccontò un po’ di un suo intrallazzo con una tizia per avere qualche consiglio, e sicché a un certo punto mi disse Senti, ma se te fossi una donna, che ne penseresti?

Son veramente soddisfazioni.

05 set 09

Ci sono giornate che sono filosofie

Che poi arriva sempre il momento in cui mandi il lapidario sms con su scritto NOI 2 BIG NO al 4033 (per chi c’ha Wind, come io c’ho, e come anche il Marito c’aveva, e c’ha ancora, ho ragione di credere).

Sì insomma, il fatidico momento di quando prendi il cellulare e disdici l’Offerta Voce con quel numero, che fino a poco fa era il numero del tuo Marito, ora invece no, è di nuovo il numero di uno qualunque che non c’è bisogno dell’offerta perché tanto non lo chiami più, e lui neanche, ti chiama.

Allora io stamattina mentre mandavo quell’sms di disdetta ho pensato che il mantenimento a oltranza dell’Offerta Voce col cellulare di un ex in realtà è una cosa molto più sintomatica e determinante di quello che si potrebbe pensare, perché serve a misurare la reale portata della speranza residua che uno c’ha di tornare con quella persona lì.
Quella speranza che, finché c’è, ti porta a regalare quattro euro al mese alla Wind perché quella persona non la senti più, ok, ma potresti ben ricominciare a sentirla di lì a poco; almeno così pensi – e speri – e cerchi di.

Poi un giorno ti svegli e senza un motivo preciso tutto ad un tratto realizzi e pensi Toh!, guarda: ho perso. Bisogna proprio che disdica il Noi 2 Big. Continua →

03 set 09

La scoperta della solitudine

Luigi Ghirri, Napoli 1980 - © Eredi Luigi Ghirri

Luigi Ghirri, Napoli 1980 – © Eredi Luigi Ghirri

«Sono anni che ormai viaggio da solo. Conosco l’infinita pena del viaggiatore solitario che in un qualunque scompartimento di un treno deve chiamare il controllore per andare alla toilette e non lasciare i bagagli incustoditi; conosco la seccatura un po’ umiliante del dover pranzare da solo in un ristorante sotto gli occhi irritati di squallide coppiette che, in fila, ti guardano come se fosse un loro dovere avere il tuo tavolo, di cui sei soltanto uno sfigato usurpatore; conosco la fatica fisica, gli imbarazzi, i dubbi di chi viaggia solo con se stesso. Conosco la stupidità delle “camere singole” in cui i letti sono piccolissimi, i lavabi minimi e i soffitti bassi, come se ogni viaggiatore solitario fosse un nano e non una personale come le altre, con braccia, gambe e bisogno di spazio. Conosco la scortesia e il tono pietoso degli altri compagni di viaggio che ti si rivolgono con quel garbo ipocrita che si riserva a un vedovo, a una persona che ha perso la propria metà. Continua →