Questo fine settimana, ho anche pianto.
Mi sono crogiolata in giardino sulla panchina di pietra con le mie foglie di tè, la mattina presto, col sole ancora radente;
ho avuto paura, e ce n’ho ancora, eccome se ce n’ho;
ho pasticciato con le fragole in cucina per inventarmi un po’ di buono su cui esercitarmi a non fare affidamento;
ho pensato molto poco, e guardato di più;
già che c’ero ho anche smesso di fumare, che son tre giorni.
Un sacco di piccolezze, intorno, che se volevo ci sparivo dentro come Memole o la signora Minù.

I filini della passiflora, che gli servono per arrampicarsi
E se domani ci sarò, sarà per caso.
Tags: cose che capitano





Bah alla fine sono le piccole cose che fanno la differenza. Si va cercando chissà che cosa…
Sono molto belle queste piccolezze.
@Lorenzo
effettivamente, a questo proposito, lo Zen c’ha un suo perché. Scomparire nei particolari ed essere tutt’uno col momento presente. La fa eccome, la differenza. Almeno lì per lì.
Ah, buon onomastico eh! :-)
@Marina
grazie, lo penso anch’io.
Soprattutto se penso a quando non le vedevo più, non mi parlavano più, o comunque io non ero in grado di sentirle. Io non lo so se ho mai provato nella vita tortura più grande di quell’indifferenza, di quel muro tra me e il mondo.
In compenso ora le vivo con un sentimento fin troppo estatico, perché la “giusta misura” non so dove stia di casa ;-)
Le piccole cose spesso sono quelle che ci salvano: il vero problema è quando non ci sono neanche loro o non si è più in grado di vederle. La mia piccola cosa è stata ieri sera una stella cadente, cosa difficile da vedersi in città, e mi ha fatto ricordare un vecchio post di Rubens (2005!) che riportava la famosa frase di Bob Marley:
“Se esprimi un desiderio è perché vedi cadere una stella.
Se vedi cadere una stella è perché stai guardando il cielo.
Se stai guardando il cielo è perché credi ancora in qualcosa.”
Non ho visto stelle cadenti scrutando il cielo, ma Venere brillava forte.
Non è neanche una stella, ma cosa importa?
L’importante è scrutare il cielo e continuare a credere.
Se tu avessi visto un cartone animato che si chiama Ortone (nella videoteca di mia figlia di tre anni)….quella foto di quella “specie di seme” ti farebbe pensare ad un mondo che può viverci sopra.
Uh, ma quale, quello dell’elefante? Quando uscì volevo tantissimo andare a vederlo, poi mi è passato di mente, ora che me l’hai ricordato bisogna assolutamente che lo prenda a noleggio!
C’è niente da fare, le videoteche delle bambine di tre anni son sempre le migliori ;-)
Si, sere quello dell’elefante !!!
Esatto !!!
: )
Eh, io sui cartoni non son quasi mai impreparata! :mrgreen: