agosto, 2009

24 ago 09

L’Insopportabile

Edward Munch. Ceneri (Oslo, Galleria Nazionale)
Edward Munch. Ceneri
Olio su tela, 1894, Galleria Nazionale di Oslo

INSOPPORTABILE La coscienza di un accumulo delle sofferenze amorose trova sfogo con questa frase: «Così non si può più continuare».

Constatare l’Insopportabile: questo grido ha il suo lato positivo, giovevole: facendo presente a me stesso che bisogna trovare ad ogni costo una soluzione, io installo dentro di me il teatro marziale della Decisione, dell’Azione, della Risoluzione. L’esaltazione è come il frutto secondario della mia impazienza; me ne nutro, ci sguazzo. Essendo sempre “artista”, io faccio della forma un contenuto. Pensando a una via d’uscita dolorosa (rinunciare, andarmene, ecc.), faccio vibrare dentro di me il fantasma esaltato della soluzione; la gloria dell’abnegazione m’invade (rinunciare all’amore, ecc.) e subito dimentico ciò che invece bisognerebbe sacrificare: semplicemente la mia follia – la quale, per sua essenza, non può essere oggetto di sacrificio: quando mai si è visto un pazzo “sacrificare” a qualcheduno la sua follia? Per intanto, io vedo nell’abnegazione solo una forma nobile, teatrale, la qual cosa significa pur sempre trattenerla entro il recinto del mio Immaginario.

Quando l’esaltazione si è spenta, io sono solo più ridotto a fare della filosofia spicciola: la filosofia della sopportazione (dimensione naturale delle vere fatiche). Subisco senza adattarmi, persevero senza abituarmi: sempre sconsolato, mai scoraggiato; sono un pupazzo.

(Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso)

Eh.
No dico: eh.

Tanta roba.

(e lo dico a prescindere dal discorso amoroso)

23 ago 09

Nori | Siam poi gente delicata

More about Siam poi gente delicata

Io non lo so, i libri di Nori, ultimamente. Da una parte mi piaccion sempre tantissimo, dall’altra mi pare quasi che non mi dovrebbero piacere più. Non so se si capisce.

Questo l’ho letto stanotte perché mi è venuta l’insonnia. Una smania, c’avevo, che non mi riusciva dormire né stare sveglia. Poi io non essendo affatto abituata all’insonnia, quelle pochissime volte che mi viene, un’angoscia, una smania, che non vi dico.

Allora io quando sono angosciata e smaniosa i libri di Nori di solito mi fanno un buon effetto, soprattutto perché mi fanno ridere. Infatti io quando mi capita di parlare di Paolo Nori qui sul blog ci metto il tag “scrittori umoristici”, anche se lo so che è un tag messo lì a sproposito, perché per esempio in questo libro c’è un capitolo che si intitola “Il senso mio soggettivo che do io alla parola disperazione”:

«Quest’anno, tornato a casa dopo il pranzo di natale con mia mamma, io non credevo fosse così, invece passare la giornata di natale da solo senza neanche mia figlia, uno dei primi natali che ho una figlia, io piuttosto di farmi prendere dalla disperazione io per la prima volta nella mia vita ho fatto dei buchi col trapano ho fissato alla parete tubo aggancio 016 da 60 centimetri in cucina sopra il secchiaio, appendino in ottone 4 ganci made in China importato da M. Uno trading Imola (Italy), tubo reggitenda in alluminio diametro venticinque universale made in Italy by Bacchetta srl Via Cave Oltrefiume 49 28831 Baveno (VB), al quale tubo reggitenda ho poi fissato tramite appositi ganci in alluminio la speciale tenda vinile tevere centimetri 180 per 200 riciclabile spessore 120 micron.
(…)
Quando sono a far spesa mi chiama una di queste mie amiche Come stai? mi chiede, Sono un po’ disperato, le dico, e lei tace e a me vien da aggiungere Ma no, guarda che a me va bene così. Cioè son disperato, ma di quella disperazione bella che mi fa fare le cose, buchi col trapano, non so. Poi sento che tace ancora allora aggiungo A me, divertirmi, non mi è mai piaciuto.

Ah, dice lei. C’è qualcuno lì che ti ascolta?»

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22 ago 09

Per un semplice motivo

Caritutti, volevo avvertirvi che bisognerà interrompere il conto dei giorni che ho smesso di fumare; per un semplice motivo: ho ricominciato a fumare.

Eh.

In realtà è già qualche giorno che ho ricominciato, solo che ho aspettato un pochino a renderlo noto in quanto volevo rismettere subito, poi però ho pensato che invece era proprio il caso di avvertirvi; per un semplice motivo: non ho mica rismesso subito.

Perché poi, non che mi voglia giustificare, ma a pensarci bene, non si può smettere di fumare con una crisi del trentesimo anno in pieno svolgimento; per un semplice motivo: fumare quando si è in crisi fa veramente molto figo. Uno c’ha quell’aria sbattuta da poeta maudit, con la barba di tre giorni (ho smesso apposta di farmela), e insomma, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi che siamo nati a Genova, per intenderci.

Fiore
Impapocchiamento digitale (a cura della sottoscritta) che ben rappresenta il mood decadente della giornata, io credo.

E niente. Il pleure dans mon cœur comme il pleut sur la ville, direbbe quel maledetto del Paul*.

Solo che magari almeno piovesse, sur la ville. Macché, neanche quello. Fa un caldo che veramente.

Ce deuil est sans raison. Oh yeah.


* Quel maledetto del Paul è Paul Verlaine, per chi non frequentasse l’ambiente. Che poi a me non mi piace neanche, come poeta. Ma insomma.

17 ago 09

Io, bisogna che ricominci a scappare

Oggi, pensavo.
Pensavo ai progetti per il mio autunno a girelloni, come si dice qui a Firenze.
Pensavo che mi va anche di tornare a Venezia. A novembre, o dicembre.

Pensavo che sarebbe la mia terza Venezia, ma la prima in solitaria.
La qual cosa da una parte un po’ mi preoccupa, e dall’altra pure.
Mica per niente, eh: è solo che tra una cosa e l’altra, pensavo, son tre anni che mi sposto in simbiosi con un’altra persona, e riabituarsi all’autarchia di qualche anno fa non è mica una roba che ci metti un attimo, capirete.

Pensavo ai ricordi della mia passata transumanza da single di ritorno.
Bei ricordi. Intensi.
Pensavo che però ero un’altra persona. Ero proprio un’altra persona.

Mentre scrivevo questo post, all’altezza dell’ultimo “pensavo”, mi è venuta voglia di ricercare su Google il mio vecchio MySpace, quello che avevo nel 2005 e che ha raccolto tutti i pensieri di quel periodo lì.
Di quando ero nel pieno del mio vagabondare ingenuo e ribelle, da poco uscita dalla fase più nera della depressione, con in mente ancora fresca l’ultima, unica vera perdita, e non ancora rientrata nei binari di una nuova “relazione”. Di quando me ne fregavo davvero, mica come adesso, che sono solo parole. Di quando ero libera come non lo sono mai stata.

io_2005
Io, da ragazzina (cioè intorno al 2005). A ritrovare queste foto sul MySpace m’è preso d’un male, ma d’un male. Vent’anni sembrano passati, altro che quattro. Venti. Io le guardo, guardo i pensieri che c’erano dietro quella faccia, e penso E te, chi saresti? Ed è la prima, traumaticissima volta che mi capita nella vita, una cosa così. Sarà la crisi del trentesimo anno, che volete che vi dica.

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13 ago 09

Di lanterne Raid (eh, ancora) e di referer scostumati

[ Piove. Diluvia. Deo gratias.
Ora di sicuro mi andrà via la luce, sicché, prima che mi vada via, vi dico. ]

Volevo solamente dire che a me non mi sembra una cosa che fa onore a questo loco, questa qui che da quando ho parlato delle lanterne Raid il 70% della gente che arriva su questo blog da Google è perché cercava la lanterna Raid, per l’appunto.
E di preciso cercano (in ordine decrescente): lanterna raid, lanterna zanzare, prezzo ricarica lanterna raid, raid lanterna. Ecco.

Non è per niente una bella cosa di cui vantarsi con gli amici, converrete.

Ora mentre stavo controllando le statistiche per copiare i referer o come si chiamano quelle cose lì, ho visto un’altra ricerca che ha attirato la mia attenzione in quanto simpaticamente scostumata: Melo sushi.
Ben sette persone oggi son arrivate qui cercando su Google: Melo sushi.
Questa cosa mi ha fatto molto ridere.
Ma non gli fa per niente onore neanche questo, a questo blog. Ri-converrete.

Poi: sapete che mi son comprata una borsina di quelle di stoffa, con su scritto Make Tea Not War (’Fate il tè, non la guerra‘)? Continua →

09 ago 09

Piccolezze

Questo fine settimana, ho anche pianto.

Mi sono crogiolata in giardino sulla panchina di pietra con le mie foglie di tè, la mattina presto, col sole ancora radente;
ho avuto paura, e ce n’ho ancora, eccome se ce n’ho;
ho pasticciato con le fragole in cucina per inventarmi un po’ di buono su cui esercitarmi a non fare affidamento;
ho pensato molto poco, e guardato di più;
già che c’ero ho anche smesso di fumare, che son tre giorni.

Un sacco di piccolezze, intorno, che se volevo ci sparivo dentro come Memole o la signora Minù.

Gufetto
Il gufetto

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05 ago 09

Di birra alle castagne e di lanterne Raid (o Dell’autogratificarsi)

Io, in questi ultimi giorni, non c’è da stare allegri, a pensarci.

Per prima cosa ho scoperto di essere metereopatica in una maniera che mi vergogno profondamente di me stessa. Roba che non mi son goduta neanche le sporadiche precipitazioni con annesso calo delle massime di questi giorni, a causa del cambiamento repentino di pressione atmosferica che ha attentato alla mia salute – che poi, “salute”, nel mio caso, è un parolone – in un modo che veramente, non va mica bene.
Per seconda cosa, un sacco di altre cose.

Allora uno, quando c’ha questi giorni un po’ così, che non si spiega la sua permanenza su questa terra, diciamo, cosa fa? Si autogratifica facendo acquisti.

Sicché ieri sono andata alla Coop, ad autogratificarmi.

Ho comprato la lanterna Raid contro le zanzare tigre che la pubblicità dice che fa come una barriera invisibile di venti metri quadri. Stasera dopo cena l’ho provata in giardino, funziona. Se sei nella traiettoria del vento ti intossichi tantissimo col copioso fumo di piastrina che vien fuori dalla lanterna, ma in compenso non ti buca nessuna zanzara, è bellissimo. Continua →

03 ago 09

Perec | Un uomo che dorme

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A una come me che ha passato sette anni della sua vita immersa nella più asfittica delle depressioni, un libro che parla di scollamento tra l’Io e il mondo, di anestesia dei sentimenti, di perdita del Senso, di presa di coscienza del non esser fatti per, ecco, un libro così quantomeno la incuriosisce.

Sì perché io, per dire, quando ero depressa, a parte disperarmi, aspettavo. E cosa aspettavi?, direte voi. Eh, niente aspettavo, o meglio, aspettavo che il minuto futuro mi liberasse dal minuto presente, che era insopportabile. Ecco, cose così. Non proprio il massimo della vita, insomma. Comunque vorrei anche dire che questo libro, la depressione, non c’entra nulla eh, sappiatelo.

Allora in questo libro c’è un anonimo studente di venticinque anni che un giorno dovrebbe alzarsi per andare a dare un esame, però non si alza, non ci va, perché di punto in bianco è come se qualcosa gli si fosse rotto dentro, si rende conto di non esser fatto per vivere, gli sfugge il senso del “dover essere, dover fare“, dell’andare avanti a tutti i costi, gli si palesa l’assurdo, e si ferma. Si ferma nel senso che si dissocia dalla vita, dal mondo, da se stesso. Continua →

03 ago 09

Jerome | Pensieri oziosi di un ozioso

Proprio appena due parole per dovere di cronaca su questa raccoltina di pensieri di Jerome K. Jerome sui temi più diversi – tipo l’amore, il tempo, la pigrizia, la vanità… – apparsi a suo tempo in una rivista che però ora mi sfugge quale.

Non è che mi sia piaciuto granché, ci son rimasta anche un po’ male.
Cioè, voglio dire, è pur sempre Jerome, si fa leggere, alcuni pensieri che valgono la pena ci sono, che c’entra. Però insomma.

Allora io vi consiglio, se non avete mai letto niente di Jerome e vi viene la voglia, di provare i Tre uomini in barca che ne ho già parlato qui e ribadisco che secondo me è un capolavoro della letteratura umoristica d’ogni tempo.

Se invece avete già letto i Tre uomini in barca e vi è piaciuto tantissimo e vi viene la voglia di mettervi a cercare questo librino anche se non è più in commercio perché pensate che abbia un titolo troppo bello per non essere letto, tipo come è successo a me, ecco, in questo caso io vi consiglio di valutare l’opportunità di farne a meno, ché secondo me si può vivere bene anche senza.

Io dico sempre Che peccato che un sacco di bellissimi libri escano di circolazione e uno solo perché non li trova più in libreria magari si priva di letture che invece sarebbero meritevolissime.
Ma nel caso di questo libretto, io credo, può andar bene anche così.

Autore: Jerome K. Jerome | Titolo: Pensieri oziosi di un ozioso | poi basta, non scrivo altro perché è un libro che non si trova più in commercio e allora se lo volete leggere bisogna che lo prendiate in biblioteca oppure che ve lo cerchiate in una libreria antiquaria come ho fatto io che l’ho pagato 9 euro un’edizioncina bellina verde con le scritte d’oro sulla costola, del 1953, mi pare

03 ago 09

Ja.M. Sen’kin | Ferdinand, o il viaggio da Pietroburgo al nulla

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Per curiosità: Ja.M. Sen’kin, è uno pseudonimo. Pare che dietro ci si nasconda “uno storico di grande fama in Russia“, ma chissà. E comunque, poco ce ne cale.

Questo libro me l’aspettavo parecchio strampalato, e infatti.

C’è il narratore che, viaggiando nel bel mezzo del cuore antico della Russia, laddove “regna un silenzio secolare“, per ingannare il tempo e scongiurare appisolamenti di eventuali compagni di viaggio, racconta storie. Ma tante, eh. Un profluvio di storie “sorprendenti, misteriose, terribili e divertenti“, tante quanti sono i paesini che incrocia in questo suo procedere che non importa domandarsi se sia reale o immaginato attraverso il nulla.

E’ un viaggio nel tempo, nella fantasia, nelle credenze (e i comodini, certo) di un popolo, tramite questi raccontini-lampo surreali e annaffiati di vodka, dove c’è posto per draghi alati e angeli, disgrazie e favole.
Se vi faccio vedere una delle illustrazioni che ci son dentro il libro (che però non le ha disegnate l’autore), forse capite meglio lo spirito (ma può darsi anche no, eh): Continua →