In questo periodo mi tengo alla larga dai libri con tante pagine perché mi fa fatica anche solo l’idea. Sicché quando mi è arrivato in regalo questo libro di Saramago che pur desideravo, con tutte le sue quattrocento pagine fitte fitte, ho pensato Eeeeh chissà quando lo leggo questo qui.
Per curiosità ho letto le prime pagine, dove c’è una descrizione di un’incisione di Dürer, e precisamente una Crocifissione. Oh, è andata a finire che me lo son letto tutto.
E’ stato il mio primo Saramago, non ho ancora letto neanche Cecità che ce l’ho lì da anni ma niente, figurarsi, l’han letto tutti meno che io, questo invece è venuta subito la sua ora, credo soprattutto grazie allo stile, che è… evocativo, ecco sì, direi proprio evocativo, lo stile di Saramago. Insomma non è malaccio, secondo me.
(comunque Saramago bisogna anche dire che ci deve aver avuto delle brutte esperienze con la punteggiatura, che tipo è rimasto scioccato, non la usa più. Cioè, le virgole sì, è tutta una virgola. Punti, pochissimi. Virgolette e punti interrogativi, neanche mezzo – che invece nei dialoghi ci avrebbero il loro perché – . Però poi uno ci s’abitua, può anche piacere questo stile a-punteggiato, alla fine.)
Francisco de Zurbaràn, Agnus Dei
Venendo al contenuto, in questo libro qui c’è Maria che le han dato una particina insignificante, è un po’ una scioccherella e non è neanche vergine perché fa l’amore con Giuseppe e insieme hanno fatto un sacco di figli oltre Gesù, e un po’ questa cosa mi è dispiaciuta perché Maria è una figura che mi è sempre piaciuta tantissimo, ma idealizzata, tipo quella che si vede nei dipinti su tavola, non così che a malapena si rende conto di quel che le succede intorno e che Dio la tratta come un utero in affitto. Ma insomma.
C’è Maria di Magdala, la prostituta, che invece ci ha una bellissima parte. La storia d’amore sua e di Gesù è di un bello ma di un bello, i passi più emozionanti di tutto il libro sono merito di questi due innamorati, mica di Dio.
Poi c’è il Diavolo travestito da Pastore che è il più equilibrato di tutti, proprio un personaggio posato, l’unico capace di pietà, tra l’altro, e che ad un certo punto chiede addirittura a Dio se lo può perdonare, così non ci sarebbe più il Male nel mondo, ma Dio gli risponde Non ti accetto, non ti perdono, ti voglio come sei e, se possibile, anche peggiore di adesso, perché il bene che io sono non esisterebbe senza il male che sei tu, un bene che dovesse esistere senza di te sarebbe talmente inconcepibile che neppure io riesco a immaginarlo, insomma, se tu finisci, finisco anch’io. Vaglielo a insegnare, a Dio.
C’è quest’Annunciata di Antonello da Messina che è una delle mie preferite, secondo me è bellissima. Ci ha uno sguardo, altro che scioccherella
Insomma, c’è poco di divino, son tutti molto umani con le loro debolezze, Dio compreso, che esiste grazie agli uomini e non viceversa, e lo sa, per questo fa la voce grossa, come fanno i rospi che si gonfiano quando hanno paura.
E soprattutto Gesù, che di essere il figlio di Dio ne farebbe anche a meno, perché non capisce, perché proprio a lui, che preferirebbe essere semplicemente un uomo, e perché questa smania di potere del Padre sulla pelle del Figlio anzi di tutti i Figli, e tutto il pandemonio pulp che ne verrà fuori tra martiri crociate e guerre in nome di, poi, perché. Ma niente, Dio quando ci ha i suoi deliri di onnipotenza va lasciato bollire nel suo brodo, che tanto non risponde anche se gli chiedi perché.
«Allora Gesù capì di essere stato portato all’inganno come si conduce l’agnello al sacrificio, che la sua vita era destinata a quella morte, fin dal principio e, ripensando al fiume di sangue e di sofferenza che sarebbe nato spargendosi per tutta la terra, esclamò rivolto al cielo, dove Dio sorrideva, Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto.»
Quando si dice un finale a effetto. Eh.
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Saramago è romanziere e “romanza” la vita del Cristo. Ma la vera pubblicità gliel’ha fatta il Vaticano!!!
Sì, oddio, non che ne avesse granché bisogno eh, Saramago, della pubblicità. Ma insomma.
Sembra interessante, anche se i libri a sfondo religioso non rientrano tra le mie scelte prioritarie…..
Di Saramago ho affrontato sinora solo il “Memoriale del convento”; sono arrivato circa a metà….poi mi sono arenato; non perchè fosse brutto, anzi! ma per sopraggiunti miei limiti fisiologici: l’edizione tascabile Feltrinelli utilizza un carattere lillipuziano, il quale si è rivelato al di fuori delle mie possibilità di interpretazione…..
Eheh, è vero, ho anch’io quell’edizione sadica :) E anche io l’ho iniziato e poi lasciato lì, chissà perché, tanti anni fa.
Il Vangelo probabilmente non l’avrei neanche mai letto se non me l’avessero regalato: ma credimi se ti dico che lo sfondo è infinitamente più “umano” che religioso: per quello sta(va) tanto sul cazzo alla chiesa, e dal mio punto di vista vale la pena già solo per questo.