09 mar 10

Come Quando Fuori Nevica

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a marzo…

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… roba che a te, vederla…

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… (che tra l’altro c’avevi già i tuoi problemi per conto tuo)…

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… ti sale uno sconforto tale che ti sembra d’essere anche te…

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… nient’altro che un lungo marzo di neve.

09 mar 10

Del piover sul mondo come frittate

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(perché secondo me – voglio dire a livello di mia personale sensibilità – il fulcro di questo libro – ma guarda forse a pensarci proprio dei libri di Nori in generale – è essenzialmente questo qui, mi sembra: dell’esser piovuti sul mondo come frittate, e tutto ciò che ne consegue)
paolo nori, i malcontenti

08 mar 10

Autoritratto del lunedì n.1

Autoritratto del lunedì n.1, con golf azzurro cielo che però qui non si capisce, ed espressione di estremo sforzo concentrativo per far vedere che ho preso la cosa molto sul serio.

(perché ogni tanto è bello anche vedersi in faccia, dài)

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PS: questo è il n.1, però so mica se d’ora in poi tutti i lunedì mi andrà davvero di metterci la faccia, eh. sicché aspettate ad allarmarvi.

06 mar 10

Oramai

More about I malcontenti
«31.

Quando ci eravamo trovati di fronte all’ingresso del concerto, a vedere la fila che c’era alle casse, non tanto la fila in sé, l’età, di quelli che stavano in fila, che avevan tutti più o meno vent’anni meno di me, e sembravano tutti perfettamente a loro agio, in quella festa dell’Unità, in quel quartiere, in quella città, in quella provincia, in quella regione, in quello stato, in quel continente, su quel pianeta, in quel sistema solare, in quella galassia, in quel periodo storico e in quell’anno, mese, giorno e ora particolari, io che fino a quel momento ero stato contento, del fatto di essere uscito, era una bella serata di fine estate, con delle ombre lunghe che si allungavano per gli stradelli ghiaiati della festa, e non c’era neanche tanta confusione, io tutto d’un tratto mi ero sentito come mi sentivo da ragazzo quando mi obbligavo, mi costringevo, mi condannavo a passare i terribili pomeriggi dei giorni di festa dentro a delle discoteche buie e assordanti dove non facevo altro che bere, sudare, guardare gli altri ballare e pensare che io non andavo bene, per stare al mondo.
Ma adesso, oramai, avevo così poca autorità, su me stesso, che non potevo oramai più obbligarmi a far niente, e mi ero voltato verso Nina e le avevo detto: Ma no, io vi aspetto fuori.»

(Paolo Nori, I malcontenti, Einaudi 2010, pp. 28-29)

Eh. Io pure, oramai.

05 mar 10

Andar per mostre – I colori di Giotto tra restauro e restituzione virtuale

“I COLORI DI GIOTTO.
La basilica di Assisi tra restauro e restituzione virtuale”

Dove: Assisi, basilica di San Francesco e palazzo del monte Frumentario
Quando: dal 10 aprile al 5 settembre 2010
Link: www.icoloridigiotto.it

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Giotto, Sogno di Innocenzo III, Storie della vita di San Francesco, Basilica Superiore di San Francesco in Assisi. Crediti fotografici: HAL9000 – Haltadefinizione.com

Comunicato Stampa:

La città di Assisi promuove uno straordinario evento dedicato a Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco. Saranno messi in evidenza aspetti finora ignoti della sua pittura anche grazie alle più moderne tecnologie, che ci consentono, dove non è possibile il restauro, di restituirli in forma virtuale. L’iniziativa, programmata per la prossima primavera, è curata da Giuseppe Basile, a cui si deve uno straordinario lavoro di restauro e di ricerca, grazie al quale è oggi possibile realizzare questo grande evento.
Il progetto comprende innanzitutto la realizzazione del restauro dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di S. Nicola nella Basilica Inferiore. Il restauro, affidato a Sergio Fusetti, sarà aperto ai visitatori, che potranno infatti salire sui ponteggi, seppure in gruppi contingentati, per ammirare da vicino “i colori di Giotto” e la sapiente attività dei restauratori.
Una segnaletica dedicata accompagnerà i visitatori nella Basilica Superiore, dove potranno ammirare le 28 scene che compongono le Storie Francescane, uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell’arte occidentale. Continua →

04 mar 10

La cosa più bella che mi potesse succedere

More about I malcontenti
«Quando andavo a prendere una bambina di quattro anni all’asilo, entravo nella sua classe, vedevo questa massa di bambini, stringevo gli occhi per cercare i capelli biondi della bambina di quattro anni, o riconoscerne un abito, o un atteggiamento, difficile, in mezzo a trenta bambini, quasi sempre prima che la riconoscessi vedevo un corpo di un metro e pochi centimetri che mi correva incontro disordinato allargando le braccia.
Ecco, per me, in quel periodo lì, avere una persona che quando mi vedeva era contenta di vedermi, avere una persona che era contenta di vedermi veramente, era per me la cosa più bella che mi potesse succedere.»

(Paolo Nori, I malcontenti, Einaudi 2010, pp. 18-19)

… e niente: pensavo che attualmente necessiterei anch’io di apposita bambina di quattro anni; oppure insomma basterebbe qualcuno felice di vedermi, alla fine. ma guarda basterei anche io da sola, al limite, corrermi incontro disordinatamente. ma suvvia non deprimiamoci! (cit.)

ah e poi volevo anche dire che il nuovo libro del Paolo Nori per ora mi sta piacendo molto. dopo ancora non so. ma sospetto anche dopo.

02 mar 10

La luce che fa piangere dei giorni ordinari

Attilio Bertolucci(va’ com’era bello l’Attilio, a ridere)

A me di Bertolucci mi piace che gli piaceva camminare nella natura, e a Casarola faceva un sacco di passeggiate, e delle volte scriveva mentre passeggiava, e poi andava a finire che si innamorava di tutto.

Inoltre a me di Bertolucci mi piace anche quel suo terrore bellissimo di essere abbandonato, abbandonato dall’amore – la Ninetta! – , esser lasciato «solo miserabile in basso», spodestato anche solo per un attimo dal blu delle genziane blu, più in alto e più allettanti dei lamponi pallidini da cercare insieme a schiena piegata tra il verde (ché i lamponi pallidini cercarli da soli è mica la stessa cosa, come è noto a tutti).

Non mi lasciare solo se io
ti lascio sola
e intorno a te la luce
è quella che fa piangere
dei giorni ordinari

Continua →

01 mar 10

In me c’è qualcosa di rotto

«In me c’è qualcosa di rotto.
Sono come l’orologio che si ferma
poco dopo averlo caricato,
come il piatto incrinato che non torna
nuovo se anche
lo incolli con cura.

In me c’è qualcosa di schiacciato.
Sono come il tubetto di dentifricio
quando nulla ne esce
se anche lo premi,
come la pallina da ping-pong ammaccata
che non può tenere più in gioco
nemmeno un buon giocatore.

Ci sono oggetti distrutti e schiacciati
dal principio, senza motivo, in me:
l’ombrello che non sta aperto, il violino
fuori uso e i sandali coi cinturini rotti,
il rubinetto intasato, il flauto
sfiatato, la lampada consumata.

Eppure non mi perdo di morale,
l’ira non mi trascina, né mi tormento
come una volta, anzi mi auguro
di potermi riempire
di quelle cose inutili,
restando distrutto e schiacciato,
in questo trovando il mio orgoglio.»

(Kikuo Takano)

… Eh. Beato te.

27 feb 10

10 novembre

27_02_2010

«10 novembre

Colpito dalla natura astratta dell’assenza; e tuttavia è bruciante, lacerante. Il che mi fa capire meglio l’astrazione: è assenza e dolore, dolore dell’assenza – forse dunque amore?»

(Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010, p. 44)

Boh.

21 feb 10

O così o niente

bertolucci_ninetta

«Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l’occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l’amore,

sono gli ultimi giorni dell’inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,

ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione

se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,

sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.»

(Attilio Bertolucci, Portami con te, da Viaggio in inverno,
in P.V. Mengaldo, Poeti italiani del Novecento, Mondadori 2000)

(io nella prossima vita ho deciso voglio un uomo che mi ami così, come l’Attilio alla Ninetta. con le stesse parole, voglio che mi ami. virgole comprese.

o così o niente.)