05 feb 10

Un giovedì mattina che avrei anche deciso una cosa

Noi il giovedì mattina è giorno di spesa.
Io non lo so, a occhio e croce, saran vent’anni che ogni giovedì mattina andiamo tutta la famiglia alla Coop a fare la spesa. Un giovedì mattina senza spesa alla Coop, in famiglia mia, non è un vero giovedì mattina: è un giovedì mattina che si dovrebbe solo vergognare, non andare alla Coop.

manichini_coop

Simpatici manichini che c’erano stamattina alla Coop di Pontassieve – provincia di Firenze – per far vedere dei pigiami in offerta da prendere con la carta socio, se uno voleva

E sicché stamattina abbiam fatto la spesa alla Coop.
Eravamo lì nel parcheggio, non so come parlavamo del mio dover tornare a Roma entro giugno prossimo, a un certo punto il mio babbo mi fa: Posso venire anch’io?

Ecco, allora è andata a finire che quando torno a Roma abbiam deciso me li porto dietro tutti e due, i miei genitori, che son pigri e non più abituati a viaggiare non van mai da nessuna parte, ed è un peccato, perché io invece per queste cose ce li vedo portati. Il mio babbo è il più contento di tutti mi ha anche già detto A vedere Caravaggio ci vengo anch’io eh, e vuole obbligatoriamente andare all’Orto botanico che gli ho detto c’è il platano più antico di Roma e poi anche al Bioparco, e la mia mamma invece ha molta voglia di tornare alla Galleria d’Arte Moderna, che ci andò tipo quarant’anni fa e si ricorda i quadri grandissimi e molto modernamente colorati, invece il Bioparco preferisce di no perché le ho detto che ci son le scimmie che spiaccicano i vermoni sul vetro in faccia ai visitarori prima di papparseli e nella voliera degli avvoltoi c’è tutto un antiestetico tappeto di conigli inequivocabilmente morti e non particolarmente belli da vedere.

E niente: che inconsueta tenerezza, tutta questa faccenda.

Io allora ho deciso che vorrei cercare di portarmeli dietro più spesso, d’ora in poi. Tirarli un po’ fuori dalla solita routine, come si dice.
Tipo una trasferta sì e due no. Con gran sacrificio per via della mia natura patologicamente solitaria che in linea di massima soffre molto della compagnia altrui, qualsiasi essa sia. Ma insomma dài val la pena provarci.
Perché poi quando non ci saranno più io sospetto mi dispiacerà, non averceli portati più spesso, in giro per l’Italia con me. Son pensieri che uno non li fa, di solito. Poi arriva un giorno che invece si fanno anche se uno magari preferirebbe continuare a non farseli, però ormai se li è fatti. Tiè.

Di conseguenza mi è anche venuto successivamente da pensare che io da anziana non ce l’avrò mica, un figlio per dirgli Posso venire anch’io e lui tutto intenerito da questa cosa prima di tutto ci scriverà su un post e poi mi ci porterà anche a me, a Roma, e forse anche in degli altri posti, sacrificandosi sì, ma volentieri.

Che brutta visione. Che brutta brutta visione della mia futura anzianità.

PS: il dente del giudizio in alto a sinistra me lo son poi levato, ma non ho avuto il tempo di desiderare la morte in quanto il dentista me l’ha estorto a tradimento. Ricordo solo un vago Eh qui c’è un bel buco, poi niente, a parte quella piacevolissima sensazione di estremo smascellamento che uno prova quando ti cavano un dentone e te pensi Ecco ora mi si stacca la mascella, son sicurissima, questa è la volta che mi vien via insieme al dente. Ho scoperto che sulla poltrona del dentista il mio cervello mette in atto un’autodifesa onde salvaguardarsi dalla pazzia del puro terrore, e questa manovra di autoconservazione consiste in una specie di trance in cui io cado e non ho più coscienza di ciò che mi accade intorno e sento parlare come da una lontananza infinita senza capire cosa viene detto, in un modo che assomiglia molto a quando Dori parla il balenese nel film Alla ricerca di Nemo


…però più silenziosamente. Sicché può anche darsi che il dentista mi abbia avvertito che lo stava per togliere, il dentone, ma io non l’ho sentito e così non ho provato tutta quella disperazione preventiva che di solito invece sì, fortemente.
Alla fine mi ha detto Lo vuoi il dente per ricordo? … Quale dente?!
E sicché. (poi comunque l’ho preso, per ricordo, e tutto ciò è mostruoso)

31 gen 10

Andar per mostre – Uno sguardo nell’invisibile, a Firenze

“DE CHIRICO, MAX ERNST, MAGRITTE, BALTHUS.
Uno sguardo nell’invisibile”

Dove: Firenze, Palazzo Strozzi
Quando: dal 26 febbraio al 18 luglio 2010
Link: www.palazzostrozzi.org

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Giorgio de Chirico, L’enigma dell’arrivo e del pomeriggio, 1911-1912, olio su tela, cm 70 x 86,5. Collezione privata

Comunicato Stampa:

Il centro gravitazionale dell’esposizione è costituito da un nucleo di capolavori del periodo metafisico di Giorgio de Chirico (1909-1919). Traduzione pittorica della sensibilità e della particolare concezione della vita maturata dall’artista attraverso la lettura di Nietzsche, la poetica metafisica viene riconosciuta come l’espressione dello stato d’animo di un intero secolo. Alienazione e solitudine. Senso di abbandono, isolamento, inquietudine e disperazione: De Chirico approda alla raffigurazione avant lettre del “grande silenzio” generato dal primo conflitto bellico. Continua →

29 gen 10

Quando uno si innamora di un bollitore

Cari tutti, come va?
No, niente, siccome ho fatto caso son nove giorni che non aggiorno, di qua, mentre di là è tutto un’aggiornìo, allora via, aggiorniamo, mi son detta. E sicché aggiorno.

Io sto normale, grazie. Approfondiamo pure l’argomento.

Ho già prenotato la tana milanese, in via Sottocorno. E’ una vecchia casa “di ringhiera” stile vecchia Milano. 25 metri quadri sotto e 20 sopra, sul soppalco, dove c’è il letto che di preciso è un futon. Poi c’è il bagno/doccia, che voi quando leggete “bagno/doccia” dovete imparare che intendono che il bagno è così piccino che quando fai la doccia l’intero bagno si tramuta esso stesso in una cabina doccia. Io li odio profondamente, i bagni/doccia.

Faccio un sacco di passeggiate, ultimamente. Detto da me, vi assicuro, è un notizione. Sarà che è un mesetto buono che non fumo (dio quanto mi manca, rullarmi le sigarette. e anche fumarmele) e sicché ho di nuovo una capacità respiratoria tutta mia. Ad ogni modo cammino un sacco – anche in salita!!! – per colline e vigne e boschi intorno a casa, e il bello è che una volta terminata la passeggiata sono ancora in grado di ricordare e pronunciare il mio nome per intero, o quasi. Non ci si crede. Posso fornire anche spartana documentazione fotografica della passeggiata odierna, a beneficio dei più scettici tra voi: Continua →

20 gen 10

Milano è lontanissimo

(l’altro giorno nel mio vagone c’era una classe di bambini in gita, una bambina raccontava che era stata a Milano, un bambino le ha detto Milano?? Ma è lontanissimo!!!, con il tono di uno che è veramente stupito e tantissimo ammirato per cotanta prodezza. io nel sedile dietro ridevo perché a trent’anni a me Milano mi sembra ancora, lontanissimo. mi fa un effetto avventuroso tipo fascino dell’esotico. e niente. chiusa parentesi.)

Il dramma di Milano è che sta lassù al nord, va mica bene.
Se era al sud mi tornava meglio.

Spiego: io, come potete ben rendervi conto sbirciando l’apposita cartina, le mie trasferte tendo a concentrarle nel pezzo di Italia che va da Firenze (mia terra natale e domiciliare) in su. Non è che lo faccio apposta. E’ che in quel pezzo lì per esempio c’è l’Emilia Romagna che io quella regione la amo di un amore incondizionato, mi tocca tornarci spesso proprio per un fatto di innamoramento, per dire; poi c’è Milano che non la amo per niente – cioè Milano non mi dispiace, come città, più che altro sono i milanesi che, mh, insomma – però essendo una città molto ricca essa ospita delle esposizioni d’arte senza pari in Italia che io delle volte non posso proprio farne a meno, e stando lassù al nord mi scompiglia tutti i piani di incrementare le mie scorribande verso sud. Continua →

19 gen 10

Andar per mostre – Schiele e il suo tempo a Milano

“SCHIELE E IL SUO TEMPO”

Dove: Milano, Palazzo Reale (Piazza Duomo)
Quando: dal 25 febbraio al 6 giugno 2010
Link: www.comune.milano.it/palazzoreale

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Egon Schiele, Moa, 1911

Comunicato Stampa:

Apre a Palazzo Reale il 25 febbraio, fino al 6 giugno, la mostra Schiele e il suo tempo, realizzata in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna, promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, coprodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore. Curata da Franz Smola, conservatore del museo austriaco, l’esposizione presenta circa 40 dipinti e opere su carta dell’artista Egon Schiele, accompagnati da altrettanti capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser e vari altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento.

“Egon Schiele e la Vienna del primo Novecento rivivono nelle sale di Palazzo Reale con la grande esposizione promossa dal Comune di Milano che pone al centro dell’attenzione una stagione della Mitteleuropa attraversata da un intenso fermento culturale e insieme dalle contraddizioni e dai conflitti che porteranno alla prima guerra mondiale – spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. L’obiettivo è quello di restituire al pubblico la ricchezza di un’epoca irripetibile e di una città-simbolo, Vienna, che in quegli anni rappresenta il tormentato destino del vecchio Continente”. Continua →

13 gen 10

Natura morta con palloncino

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Palloncini in via della Spada.
Firenze, mattina del 12 gennaio 2010

Invece del ritorno dei ricordi
al momento di morire
mi prenoto il ritorno
degli oggetti smarriti.

Da finestre, porte – ecco ombrelli,
valigia, guanti, cappotto,
perché io possa dire:
Che me ne faccio?

Spille, questo e quel pettine,
una rosa di carta, uno spago,
perché io possa dire:
Non rimpiango nulla. Continua →

10 gen 10

Da quando c’ho l’iPhone

Il mio Sim(s) lavorava come cavia in laboratorio ha bevuto da una fialetta senza etichetta è morto.

Poi Altaïr – che sarebbe l’omino protagonista di Assassin’s Creed – sono arrivata a un punto che non mi riesce farlo scampare alle possenti asciate di un gigante residente entro un tendone da circo dove c’è anche una signorina a cui dovrei chiedere alcune cose molto importanti circa una specie di Graal che sto cercando ma finché c’è lui che mi sfastidia non gliele posso mica chiedere.

Io da quando c’ho l’iPhone (cioè da ieri) mi sento già molto più intelligente, volevo solo dirvi.

06 gen 10

Minuzzoli romani (radunati in ritardo ma insomma dài)

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Per esempio gli uccelli, che a Roma ce ne son tantissimi, una gran varietà e abbondanza di uccelli; per esempio i gabbiani, ce ne son più che a Venezia, io far colazione col verso dei gabbiani era bellissimo, e anche vederli volare sopra il Vittoriano la sera con le panciotte illuminate, e fare il bagno nella fontana di Trevi e appollaiati sugli avanzi della Storia con l’aria da gran condottieri che scrutano l’orizzonte; poi poco prima dell’imbrunire se ti metti a guardare il cielo a Roma vedi un gran numero di stormi – ma roba tipo dieci o quindici eh – che si muovono in cielo in quella maniera bellissima di muoversi tipica degli stormi nel cielo com’esuli pensieri nel vespero migrar, preciso proprio; poi come ultimo esempio vorrei dire che all’incrocio tra i lungotevere e i ponti, io non lo so, è una cosa per me impressionante, tutta la merda di uccello che si riesce ad accumulare in concomitanza dei suddetti incroci, dal che ho dedotto che a Roma gli uccelli scacazzano copiosamente più che in ogni altro posto della Terra, tipo cinque centimetri di merda che si estende per diversi metri quadri ad ogni incrocio, passarci è molto avventuroso e mette a repentaglio l’incolumità, pare incredibile, non l’ho mai vista in nessun’altra città una roba del genere, che forza. Continua →

06 gen 10

Andar per mostre – Caravaggio a Roma

“CARAVAGGIO”
Nel quattrocentesimo anniversario, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ideata da Claudio Strinati. Commissari: Rossella Vodret e Francesco Buranelli

Dove: Roma, Scuderie del Quirinale
Quando: dal 19 febbraio al 13 giugno 2010
Link: www.scuderiequirinale.it
Materiali aggiuntivi in pdf: presentazione di Claudio Strinati e di Antonio Paolucci

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Giuditta nell’atto di tagliare la testa ad Oloferne, 1597.
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini. Polo Museale della Città di Roma

(vi ricordo che sempre a febbraio e sempre a Roma apre anche la mostra monografica su Edward Hopper – quella che prima è stata a Milano – al Museo Fondazione Roma già Museo del Corso, dal 16 febbraio al 13 giugno 2010. L’Ufficio Stampa promette, rispetto alla mostra milanese, l’arrivo di nuovi quadri dai musei prestatori americani e un nuovo allestimento particolarmente suggestivo. Link: www.edwardhopper.it) Continua →

01 gen 10

Il sonno della ragione genera mostri l’iPhone

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Francisco Goya, El sueño de la razón produce monstruos, acquaforte, 1797.
Madrid, Biblioteca Nacional de España

Allora adesso ho deciso mi comporterò da persona adulta e responsabile stilerò una lista dei pro e una dei contro per valutare in tutta coscienza e obiettività se l’iPhone mi è davvero così indispensabile che lo devo comprare a tutti i costi oppure meglio di no.

PRO:

1. allora…
2. … eeeh va bè, troppo facile…
3. … per esempio: lo voglio
4. lo voglio tantissimo
5. è da quando è uscito che il pensiero di volerlo mi perseguita, comprarlo potrebbe essere una soluzione
6. se lo compro la mia vita diventerà bellissima, e io con lei (ma non è proprio sicura sicura come cosa) Continua →